La Fontana del Sebeto

Per Virgilio, che è il più antico portavoce e che nel settimo libro dell'Eneide dal verso 733 al 736, parla di un certo Ebalo, e forse ne aveva parlato per fare un omaggio a Napoli, dove lui si era ritirato per amore della filosofia. Secondo l'antico mito, tra il Sebeto e la bella sirena Partenope, si creò un legame affettivo dal quale nacque Sebetide, che insieme a Telone, generò Ebalo, il futuro re di Palepoli. Quando morì Partenope, fu deposta in una tomba alla foce del Sebeto, cioè a Palepoli, che assunse il nome della bellissima sirena.
La fontana fu costruita nel 1635 per volere del viceré Emanuele Zunica e Fonseca, su progetto di Cosimo Fanzago; l'esecuzione dei lavori fu invece affidata al figlio Carlo Fanzago.

La sua originaria collocazione era alla fine della strada Gusmana, detta in seguito salita del Gigante (oggi via Cesario Console), addossata ad un muraglione che affacciava sul sottostante arsenale e posizionata in modo tale da essere di fronte a via Santa Lucia.

Nell'anno 1900 la fontana fu smontata e solo nel 1939 fu ricomposta nell'attuale collocazione, dopo che negli anni trenta fu realizzata la colmata del tratto finale di via Caracciolo.

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(ph. IG @scognamiglio_marika)